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NIS2: Sicurezza informatica sì, ma con pragmatismo e responsabilità

L’integrazione dei sistemi rappresenta una leva strategica per migliorare l’efficienza e abbattere i costi aziendali, La nuova direttiva europea NIS2 impone obblighi rigorosi per la cybersecurity in tutte le aziende considerate essenziali e di rilievo per il mercato. Con un approccio che punta a innalzare il livello generale di sicurezza informatica, la NIS2 rappresenta un tentativo deciso di proteggere il tessuto economico europeo da attacchi sempre più sofisticati e mirati. Tuttavia, l’entusiasmo che circonda questi nuovi requisiti solleva alcune domande importanti: è davvero necessario trasformare ogni azienda in una roccaforte digitale a qualunque costo? E soprattutto, qual è il giusto equilibrio tra sicurezza e sostenibilità?

NIS2 e l’ossessione per la conformità

La direttiva NIS2 impone standard di sicurezza molto stringenti e un quadro sanzionatorio severo per le aziende che non si adeguano. Se da un lato è comprensibile il desiderio di uniformare la sicurezza informatica in tutta l’UE, dall’altro esiste il rischio di trasformare queste misure in un processo burocratico costoso e complesso. L’ossessione per la conformità può spingere molte aziende a investire risorse considerevoli in strumenti e tecnologie avanzate, senza una chiara valutazione del loro reale impatto o dei vantaggi che apportano alla protezione aziendale.

Senza una valutazione ponderata delle reali minacce e vulnerabilità, si rischia di entrare in una spirale di spese per misure “di facciata” che appagano gli standard normativi, ma non risolvono le esigenze specifiche di protezione.

Cybersecurity sì, ma cum grano salis

Affrontare la cybersecurity con “buon senso” è una necessità, non un’opzione. La sicurezza informatica è importante, ma deve essere integrata in modo sostenibile e ragionevole, soprattutto per le aziende che hanno bisogno di ottimizzare i costi. Adeguarsi alla NIS2 non significa necessariamente spendere milioni in infrastrutture avanzate; piuttosto, richiede un’attenta pianificazione che identifichi le priorità specifiche di ogni realtà aziendale e allinei le soluzioni di sicurezza alle risorse e ai rischi effettivi.

La priorità: misure pratiche ed efficaci, non spettacolarità tecnologica

Un approccio pragmatico alla cybersecurity significa prima di tutto valutare i rischi reali e adattare le risposte di conseguenza. Spesso, è più utile rafforzare i processi di controllo interni e promuovere la formazione del personale sui rischi digitali, piuttosto che investire in tecnologie costose e sofisticate che finiscono per non essere utilizzate correttamente.

La cybersecurity non è una questione di pura tecnologia, ma di approccio: piccoli investimenti mirati nella consapevolezza e nelle pratiche quotidiane possono generare benefici più duraturi rispetto a soluzioni imponenti e costose. La NIS2 dovrebbe, quindi, essere interpretata come una guida flessibile, e non come un vincolo che costringe le aziende a spese sproporzionate.

La vera sfida: un equilibrio tra conformità e sostenibilità

Le direttive come la NIS2 hanno un ruolo cruciale nel sensibilizzare aziende e istituzioni sull’importanza della sicurezza informatica, ma il rischio è che diventino standard troppo rigidi, che spingono le imprese a spendere risorse senza un ritorno concreto in termini di sicurezza. La sfida è quindi quella di trovare un equilibrio, dove gli investimenti in cybersecurity non siano motivati solo dalla necessità di adeguarsi a un regolamento, ma rappresentino un valore reale e sostenibile per il business.

In conclusione, la NIS2 è un’occasione per migliorare la sicurezza, ma la sua attuazione richiede pragmatismo e consapevolezza. La cybersecurity non deve essere un lusso, né una “corsa alle armi” tecnologiche. Deve invece essere parte di una strategia equilibrata e consapevole, che garantisca sicurezza e continuità senza compromettere le risorse dell’azienda. Solo così l’obiettivo della NIS2 sarà davvero realizzato: non una sicurezza spettacolare, ma una sicurezza solida e sostenibile, che protegga il presente e il futuro delle nostre aziende.l’innovazione futura, rafforzando la propria competitività in un mercato in rapida evoluzione.